Disagio e devianza: 120 ragazzi a rischio

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Sono centoventi i ragazzi di Galatone con problematiche di disagio sociale, quindi a rischio di devianza e di micro-criminalità o appartenenti a nuclei familiari disagiati. Sono i primi dati resi noti dal gruppo di ricerca di Psicologia di comunità dell’Università di Lecce, diretto dalla Prof.ssa Bianca Gelli, che con l’Amministrazione Comunale di Galatone sta collaborando al “progetto di ricerca-azione per i giovani a rischio”. I dati nei prossimi giorni verranno completati ed analizzati, per poi stabilire quali azioni andranno intraprese per cercare di prevenire e arginare i fenomeni di devianza minorile. Centoventi situazioni a rischio, si diceva. A questo numero vanno aggiunti trentaquattro giovani segnalati dal Tribunale dei Minori di Lecce, che “transitano in area penale”, e che pure dovranno essere monitorati dall’indagine voluta dall’Amministrazione. Dei casi sin qui studiati, il 23% si riferisce a situazioni nelle quali il “disturbo” ha quale protagonista diretto il ragazzo (piccoli furti, reiterate assenze a scuola prive di autentico motivo, frequentazioni di ambienti poco idonei); il 22% riguarda un grave “disturbo” della famiglia (genitori tossicodipendenti, alcolizzati o con a carico precedenti penali); il 55 % si riferisce ad un “disturbo” minore del nucleo familiare (genitori incapaci di svolgere il proprio ruolo, situazioni di degrado culturale e sociale). Per quanto concerne la dislocazione nell’ambito di Galatone, il 39% dei casi è concentrato nel centro storico, il 38% in periferia, il 15% nella zona 167. Del restante 8% il 4 legato a minori già “ospiti” in istituto, il 3 a giovani residenti nell’estrema periferia e l’1 a ragazzi già trasferitisi altrove. “Questi primi risultati dell’indagine svolta dal gruppo di ricerca, unitamente a quelli che ci perverrano in seguito, ci permetteranno di avviare azioni utili a prevenire il fenomeno della devianza - sottolinea Annatonia Margiotta, Assessore alle Politiche sociali, allo sviluppo formativo e alle pari opportunità - Quando il nostro progetto è partito, alcuni mesi fa, abbiamo coinvolto tutte le scuole di ogni ordine e grado, le associazioni di volontariato, il consultorio familiare dell’A.SL. LE/1 e quello diocesano, il Tribunale per i minori di Lecce”.
“L’obiettivo è quello di ottenere un interscambio di dati e di esperienze, nonché di porre in essere azioni utili ad arginare il fenomeno della devianza giovanile - aggiunge Annatonia Margiotta - Con questo intento, abbiamo costituito un gruppo di lavoro composto dai referenti di ciascuna delle “agenzie” operanti in questo settore”.
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 12/7/2004

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